Brand identity per multipotenziali: come è nata l’identità visiva di Elisa Romeo
Un case study di brand identity simbolica e identità visiva per una professionista con un universo ricco di linguaggi, strumenti e interessi – di Chiara Sbicca Mulford, Intuitive Brand Designer specializzata in identità visive simboliche con metodo integrato tra archetipi e tema natale.
Una brand identity simbolica non serve a banalizzare o “tagliuzzare” la complessità di una professionista multipotenziale solo per farla entrare in una nicchia comoda. Serve a costruirle una struttura solida capace di contenerla tutta, senza sacrificare un singolo pezzo. Questo articolo racconta com’è andata davvero con Elisa Romeo, mindfulness coach il cui metodo unisce psicologia positiva, tarocchi, Fiori di Bach e natura in un unico sistema operativo.
Elisa Romeo coach e professionista della mindfulness e della crescita personale, è arrivata da me con dentro un intero universo: psicologia positiva, Tarocchi Motherpeace, Fiori di Bach, mindfulness, quaderni disegnati a mano, gatti, un amore sconfinato per l’arte. l suo approccio parte dall’idea che parti diverse della persona possano trovare un equilibrio e sostenersi a vicenda.
Il problema qui non era certo la mancanza di contenuti. Era l’esatto opposto: tanta sostanza, distribuita su tanti fronti, ma con il rischio concreto di finire nel calderone del brand spirituale generico. Quello con tre foglioline sfigate in vettoriale, un font corsivo svolazzante e una promessa di pace interiore identica a mille altre.
Una brand identity efficace non deve necessariamente semplificare una professionista multipotenziale. Deve permettere alle persone di capire cosa tiene insieme quello che vede.
Il problema del posizionamento per multipotenziali: l’universo di Elisa Romeo
Elisa è una mindfulness coach con un metodo unico che nasce proprio dalla sua natura multipotenziale. I suoi strumenti (tarocchi, Fiori di Bach, psicologia positiva, pratiche di consapevolezza) sono un sistema integrato, costruito sull’idea che l’equilibrio tra questi strumenti porti armonia, esattamente come i quattro semi dei tarocchi corrispondono agli elementi e la carta del Mondo li contiene tutti mentre danzano insieme.
- Il segno solare di Elisa è il Toro: terra, stabilità, cura, ritmo lento.
- Nel lavoro fatto con Alessia Savi sugli archetipi, era emerso il Mago come archetipo principale, con il Burlone a fare da contrappunto. Il senso dell’umorismo di Elisa non è un accessorio decorativo del suo lavoro spirituale, è la sua colonna portante. Mi ha chiesto subito di non perderlo per strada. Ha la leggerezza di chi ride con i tarocchi mentre li prende tremendamente sul serio, insieme a valori concreti come la scelta vegana e la pratica della gentilezza amorevole estesa a tutti gli esseri senzienti.
Quando ci siamo incontrate, Elisa stava anche vivendo un passaggio preciso: da un posizionamento centrato su un concetto esterno (il Giardino) a uno in cui lei, la persona, tornava protagonista. Le sensazioni che voleva trasmettere il suo nuovo logo erano chiare: entusiasmo, meraviglia, curiosità, ispirazione, un romanticismo con una punta di irriverenza (il suo riferimento era Elizabeth Bennet), e una battuta intrinseca nascosta dentro le immagini stesse.
Come creare un’identità visiva strategica e simbolica senza tagliare la complessità
Il punto di partenza non è stato inventarsi un simbolo dal nulla per fare grafica d’effetto. È stato leggere quello che tornava già nei suoi materiali: i quattro elementi, i cicli lunari, il Quattro di Denari, l’infinito, lo spazio sacro.
Ho estratto una carta del Motherpeace Tarot, il Quattro di Denari, come seme concettuale dell’intero progetto. Quella carta parla di spazio sacro, di un santuario privato, ordinato, in cui una persona si isola per trovare il proprio centro prima di portare le proprie idee nel mondo. Il quattro come numero indica fissità, stabilità, le quattro direzioni. Esattamente il registro che serviva a un brand costruito sulla molteplicità di strumenti di Elisa.
Da lì è nato il simbolo: un cerchio, che rappresenta insieme ciclicità e universo, diviso da una croce a quattro braccia uguali, gli elementi fuoco, aria, terra, acqua, ciascuno associato a un colore e a una corrispondenza precisa (fuoco-aria, terra-acqua). Sopra, le fasi lunari. Intorno, i raggi del sole, la luce che secondo le parole di Elisa “proviene dal nostro interno, da come combiniamo questi elementi dentro di noi.” Alla base, il simbolo dell’infinito: il movimento continuo tra opposti che diventa armonico quando trova un centro, e che comunque procede verso l’alto lungo la propria evoluzione.
La palette è nata dalle fotografie reali di Elisa, scattate da Giui. Due colori a contrasto, ottanio e lavanda, con le loro varianti più chiare e un neutro, arricchiti da un verde e da una tonalità ispirata alle ninfee di Monet che Elisa stessa aveva raccolto nella sua bacheca di riferimento. Il font è arrotondato, armonico, mai troppo serioso: doveva reggere sia la stabilità del Toro sia il gioco del Mago-Burlone.
Il risultato finale
lUn sistema pensato per reggere la complessità di Elisa senza costringerla a scegliere quale parte di sé mostrare. Il simbolo funziona intero, ma anche smontato: i quattro elementi possono comparire separati nell’identità visiva, il logo regge la riproduzione in monocromia e in piccolo formato. Elisa può parlare di tarocchi, psicologia, mindfulness o natura senza che ogni argomento sembri arrivare da un brand diverso.
La recensione di Elisa
Il lavoro con Chiara è stato straordinario, dal primo momento: siamo partite per un percorso magico, che mi ha portata a scendere in profondità per esplorare la mia identità visiva e non solo; mi ha supportato e seguito ad ogni passo con attenzione, sensibilità, pazienza e professionalità, prendendosi cura di ogni momento del processo senza mai tralasciare nulla. Ha accolto la mia complessità riuscendo a darle ordine e forma, in un modo che mi rispecchia moltissimo.
Ho imparato molto dalle sue indicazioni; tanto che alla fine del percorso non ho solo un nuovo, fantastico, logo, ma una nuova consapevolezza di me e della mia identità visiva.
Creare un’architettura visiva per una libera professionista multipotenziale serve ad azzerare lo scarto tra valore reale e valore percepito dell’offerta. Il simbolo fa il lavoro: dimostra l’autorevolezza della struttura prima ancora che la cliente legga una sola parola.
Il mio percorso di Brand Identity Strategica 1:1 “Intuitive Brand Design” nasce per mappare i pattern e strutturare la complessità delle freelance. Se invece cerchi un passaggio focalizzato sulla psicologia del posizionamento prima della parte visiva, “The Alignment Guide” è la sessione strategica singola per ridefinire la tua direzione.
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