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LA MIA STORIA

☽ Il mio nome
Deriva dall’aggettivo latino “clarus” che significa “luminoso”, “chiaro”, “splendente”. Anche il mio nome spirituale del Kundalini Yoga ha più o meno lo stesso significato: “Prakash: colei che risplende”. Coincidenze? Il mio scopo è quello di riconoscere la mia unicità e farla splendere e anche nel mio lavoro ho scelto un percorso che mira proprio a far splendere le persone: con la mia grafica, le mie carte, la mia intuizione.

☽ Come ho cominciato
Ricordo bene il giorno della mia “rivelazione”: avevo quasi 18 anni e durante il quinto anno all’istituto d’arte ho svolto uno stage presso un’agenzia pubblicitaria della mia città. Ero seduta davanti al computer, con un programma di grafica aperto (che per me all’epoca era arabo, perché a scuola i loghi li disegnavamo a mano!), circondata da libri d’arte ed esoterici. Un gatto che faceva le fusa appoggiato sulle mie ginocchia e una tisana ai frutti rossi tra le mani. Ho pensato: “voglio vivere così. Sarà questo il mio lavoro”. Durante tutta la mia vita mi sono sempre sentita “a casa” nei luoghi dove potevo essere totalmente IO, a mio agio nella mia pelle. L’ho avvertito quando ho scelto il mio percorso di studi e mi trovavo ore a disegnare, l’ho avvertito quando ho preso per la prima volta in mano un libro sul paganesimo, l’ho avvertito quando ho conosciuto mio marito, quando sono rimasta incinta e quando ho praticato Kundalini Yoga per la prima volta. Non è lavoro, non è sport, non sono ruoli: è ciò che sono. É come un allineamento di pianeti. E’ magia.

☽ Le mie passioni 


(Beatriz Polo Iañez | L’illa – #COTM2019)

Amo l’arte da sempre. Non faccio distinzioni: apprezzo sia la classica, che la moderna che la contemporanea… sì, quella che ti fa dire “che è sta roba?”. Amo il lavoro che c’è dietro, il concetto, lo studio, il lampo di genio. Come amo la tecnica, la classe, l’eleganza. L’istituto d’arte per me è stata una grande palestra, dove potevamo sporcarci le mani tra inchiostri, torchi e tecniche di stampa. Le mani esprimono emozioni e sono chiave di un vero e proprio linguaggio. Nello Yoga, i Mudra sono gesti simbolici che favoriscono lo scorrere dell’energie. Nella magia, le mani vengono utilizzate per scambiare energia e per creare sigilli, pozioni, miscele di erbe. Le linee delle mani possono dirti chi sei. Le mani sono ispiratrici d’arte e nel mio cammino hanno rivestito un’importanza fondamentale: volevo creare, dare forma. Dalla mente alla carta, passando per le mani.

E proprio perché sono una grafica, ho deciso di descrivermi attraverso delle icone!
? 1 Introversa e pungente come un cactus. Da brava capricorno sono forte e resistente… ma non dimentico mai di fiorire!
? 2 Mi occupo di grafica e comunicazione… in pratica: disegno Loghi ed identità visive.
? 3 Ho cominciato a 15 anni all’istituto d’arte ed ogni logo veniva dipinto a mano, approfittando delle ispirazioni che trovavamo nei libri di storia dell’arte che ci circondavano!
? 4 Ho deciso di unire il mio percorso lavorativo ad un percorso spirituale personale e magico… eh sì, sono pagana da quando avevo 16 anni, pratico yoga, theta healing e studio tarocchi e astrologia.
? 5 Ho un marito stupendo e una bambina di due anni e mezzo. La maternità è stata la spinta che mi ha fatto decidere di cambiare totalmente vita, abbandonando un lavoro full time come project manager e art director in agenzia.
☮️ 6 Ho un’anima hippie, un cuore selvaggio che non smette mai di cercare pace, amore e libertà (e un pizzico di rock ’n roll!).

☽ Il mio cammino
Sono fiera di essere una figlia della Luna. Dall’adolescenza, quando una persona mi incontra per la prima volta mi dice: “ci avrei scommesso che avevi qualcosa di magico, che fossi un po’ strega!”Non ho mai nascosto le mie passioni e il mio credo ma, anche quando non ne parlo, l’idea che regalo è sempre quella di essere un po’ “particolare”, “strana”.
Ammetto che la cosa mi ha sempre divertita e sono sempre stata totalmente fiera del mio essere.
Tutto il percorso personale che sto facendo su di me mi aiuta a liberarmi dal giudizio e ad accogliere le persone nella mia vita senza schemi mentali. Questo si nota quando parliamo, quando gli amici mi regalano confidenze: trovano un luogo accogliente in cui essere se stessi. Sì, perché l’importanza di essere se stessi per me è sacra.

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